istruzioni senza Istruzioni

 

 

Ciao Papo,

ho perso gli occhiali che mi avete regalato Mamma, Tu e Totta. È successo mercoledì a Mergozzo, cosa vuol dire? Che Senso do a questo fatto? E’ uno dei pochissimi oggetti ai quali tengo molto, ho cura e so sempre dove sono. Fedeli compagni in questi ultimi 33 mesi di lacrime per mascherarle e per mascherare la mia espressione e poter stare come voglio stare, almeno in viso. Gli occhiali si ricollegano simbolicamente al vedere, vedere bene. Il perdere qualcosa significa esattamente lo smarrirsi. Perché sono andato proprio a Mergozzo così legato alla Famiglia che eravamo? Dovevo vedere bene cosa? Dovevo perdere cosa? Papo, come metto insieme i pezzi di ciò che mi è successo ed ho fatto capitare?

io non li metto insieme così…

 

Irrequieto

come una cipolla indigesta

nel cuore della notte.

Bisognoso

di Leggerezza e Fiducia

per me stesso e per chi bussa.

Fottuto peso nella mente

spazio impenetrabile nel Cuore

presa della carne

fuga dalla carne

Occhi spaesati, spiazzati, sinceri.

La mia Anima è già Oltre

ma io purtroppo sono ancora

di ‘sto mondo terreno

legato a doppio filo alle mie mancanze

incatenato alle mie presenti assenze

e non mi so fermare.

Continui inizi senza seguito

aspettative da deludere

lanciarsi pronto senza esserlo

ansia, gabbia, recinto in cui brucare

per vomitare me stesso

e provare a lenire il mio abissale vuoto interiore.

Ferire non è nel mio stile

ferire non è nel mio Sentire

ferire è tutto ciò che ho da dare

finché Solo, al Passo con la mia Anima,

non imparerò a Camminare.

 

Tu che sei più Saggio li metti insieme così:

“Papo me lo dai un consiglio? Guarda che casino in cucina, sala, cameretta, camera e bagno. Devo fare polvere, spazzare, lavare i pavimenti, svuotare e riempire lavastoviglie, dividere e buttare l’immondizia. Non so da dove cominciare, troppa roba da fare, sono confuso e perdo tempo. Da dove devo cominciare!!?”. Tu, sempre sul pezzo: “Lavami e riempimi la vasca da bagno, così io mi tolgo dalle palle e tu ragioni meglio!”.

 

Papo, torno a casa dopo aver portato la mia faccia dove dovevo portarla, sono le dieci di sera, passo dalla taverna dei Nonni a vedere se Nonna ha cucinato un po’ di pasta in più. Mi fermo a mangiare lì con il Nonno che guarda la tv, non lo faccio mai, di solito mi rubo qualche avanzo e me lo porto su a casa Nostra, sento scandire dalla tv: “Seppellire i morti e riparare i viventi”. Per la gran parte degli altri solo la battuta di un film, per me il Tuo Solito Ennesimo Puntuale Apporto Sincronico!

 

Mi hai detto e fatto capire molto di più di ciò che io sono in grado di cogliere, mi fermo, apprendo e lascio sedimentare. Grazie Ammiraglio Papozzi!

Papà

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