Tu, Rambo!

 

 

Ciao Papo,
il giorno di questa foto t’eri sparato più di un minuto d’arresto cardiaco. Più di sessanta secondi senza respirare. Avevi 8 anni, ad otto anni non respirare per oltre un minuto è un’impresa da record, ma non stavi facendo una gara di apnea, stavi semplicemente vivendo e il cuore s’era fermato. Dopo varie scariche andate a vuoto, perché l’aritmia si manifestò in modo subdolo, finalmente il defibrillatore impiantato nel tuo petto ti tirò una mazzata violentissima, col rischio di romperti il cuore, che ti trattenne da ‘sta parte dell’Infinito. Nello stesso giorno vivemmo l’angoscia della morte e la gioia della vita. Era il 5 novembre 2014. Quella stessa sera, in rianimazione all’ospedale Niguarda, ti avevano dedicato una stanzetta tutta per te, in barba al Mostro ci guardammo Rambo. Affianco a noi era pieno di vecchi infartuati col cuore a pezzi prossimi a morire e noi due festeggiavamo la vita con un cazzutissimo film d’azione. S’erano raccomandati di farti stare calmo e tu stavi calmo coi film d’azione, comici e con la musica rock. Ognuno è fatto a modo suo e Tu Strabordante di Carisma e Personalità sei sempre stato fatto nel modo più Strepitoso che si potesse!

<<Cineforum Pennazzi, proiezione di: Rambo. Vedere i film di un certo tipo coi bimbi è uno spasso, non stanno zitti un secondo e meno male così si sdrammatizza la violenza. Totta, dall’alto del suo pragmatismo non se ne fa una ragione e continua a dire: “Ma Rambo voleva solo mangiarsi un panino, non glielo potevano dare così non combinava tutto ‘sto casino!!?”. Papo, più avvinto dalle tecniche militari che hanno reso Rambo una macchina da guerra: “Rambo è così forte perché è stato addestrato dai boy scout, in marina e alla NASA!”.>>

Non può essere vero e vano tutto quello che si manda giù in questo passaggio terreno. Quegli occhi profondi, quel bellissimo muso, quel carattere d’artista scanzonato, quell’immenso coraggio spensierato, restano, incidono, solcano e sono vivi per sempre!

Ti Amo Jacopo!
Papà

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1 Comment

  1. Francesco scrive:

    Andrea, caro.
    È evidentemente Vero ciò che è accaduto, ma penso anch’io che non sia Vano. Che non siano vane notti come questa.
    Bevo un sorso, levo il calice al tuo Eroe – che adesso è anche nostro.

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