Quando dici… che Regali!

 

Ciao Papo,
due giorni fa, 31 dicembre, compleanno di Totta, anche l’orario, verso le tre del pomeriggio è circa quello della nascita di Carlotta otto anni fa. Zia Ale e Zio Massi sono a casa nostra, si accorgono che Brando, il tuo nuovo cuginetto che non ti ha mai visto, ha perso una scarpina. Mi propongo per cercarla, io di solito a fare ‘ste cose sono il colmo della pigrizia e mi rompo le balle, quindi come a scuola mi nascondo nel banco per non essere interrogato ed invece chissà perché mi propongo con entusiasmo e scendo giù. Giro davanti la siepe e niente, giro dalle scalette e niente. Esco in strada e percorro prima uno poi l’altro marciapiede e nulla di nulla. Torno in giardino e ripasso dalle scalette e manco per il piffero, ripasso da dietro la siepe, scendo la rampa del box per la terza volta ed eccoti lì! La sesta piumetta bianca in quattro mesi… mai viste piume bianche in 41 anni… certo sono più recettivo e sensibile a tutto, sto impazzendo… ma non può essere un caso la ventesima coincidenza stramba in quattro mesi. Beh Papo tu non sai come mi hai fatto Felice! Con quella piumetta in mano ed un sorriso a trentadue denti che a momenti mi si scoperchia la calotta cranica da quanto mi si allargano le labbra. Una Serenità che ti sento proprio lì vicino a me! Che Bellissimo Regalo Papo! Non so come ringraziarti. Che Bella Emozione! Torno su, nel frattempo Zio Massi trova la scarpetta di Brando nelle pieghe del divano e chiedo a Totta se può venire un momento in cameretta con me che devo farle vedere una cosa. Mi prende un po’ d’ansia mista a tristezza perché qualche giorno fa mi ha lasciato di sasso dicendomi: “Ma anche un film dovete fare su Papo…!!? Ma non ti sembra di esagerare…!!?”. Beh, mi faccio coraggio e le dico: “Guarda Totta, anche Papo è venuto a farti gli auguri!”. C’eri Papo? Ci stavi guardando? Hai visto che emozione negli occhi e nel sorriso di Totta? Regali così Grandi mica sono da tutti i giorni… e anche la reazione di Totta per me è un Regalo di inestimabile valore. Anche la tua mamma sempre compita ci rimane a vedere l’ennesima piumetta bianca!
E quest’altra Papo? Ieri siamo andati a Palazzo Reale a Milano alla mostra Hokusai, Hiroshige Utamaro ci siamo messi in coda mezz’ora prima che aprissero i cancelli così da non fare una fila chilometrica. Nemmeno ci accodiamo e ci abborda un ragazzo africano che vende libri di storie africane “Io sono, gentile, tu sei gentile, tutti siamo gentili, io ho quattro figli” e gli compriamo un libro, come sempre. Papo, ti ricordi che mi sgridavi sempre perché non sono capace di dire no? Ecco, ieri memore dei tuoi rimproveri sono rimasto in disparte e ci hanno parlato lo Zio Pallo e la Mamma. Disputa tra Totta e Diego per scegliere il libro ed alla fine la spunta Totta. Siccome c’è da aspettare mezz’ora io e i bimbi ci andiamo a sedere su dei gradini e gli leggo il libretto “Twiga, una giraffa tra le nuvole”. Io leggo e faccio le voci dei vari personaggi ed i bimbi ascoltano avvinti standomi addosso per guardare le illustrazioni colorate. Leggo e da prima Twiga vive su questa terra nel regno di Malavista, ad un tratto mentre bruca tenere foglioline di acacia si ritrova tra le nuvole nel regno di Buonavista. “Cosa poteva esserci di più bello dell’essere circondata da una distesa color tramonto e dell’affondare le zampe in una morbida nuvoletta sospesa nell’infinito? Perché proprio infinito doveva essere essere quello spazio: ‘Chissà dove finisce il Regno di Buonavista?’, pensò la giraffa, che per la prima volta non riusciva a vedere la linea dell’orizzonte…”. Io Papo comincio a vederci delle similitudini tra i nostri discorsi al di qua e al dilà dell’infinito. Sarò troppo suscettibile io? Twiga passa nel regno di Buonavista perché riesce a vedere oltre le apparenze (Papo, proprio come quel bambino molto sagace di mia conoscenza…) e qui hanno bisogno di qualcuno coraggioso che sconfigga il grigio Mostrottuso. Questo mostro che tiene in scacco una parte del regno e simboleggia le tenebre e la paura viene semplicemente disciolto in un fragoroso acquazzone grazie ad un’intuizione geniale di Twiga ed il regno di Buonavista è libero per sempre dalle tenebre. Papo, sarà sempre che sono troppo recettivo ma il bambino che conosco io prende per il naso il Mostro, diventa Amore Assoluto e dice forte e chiaro al mondo al di qua dell’Infinito che la morte non esiste per davvero! La similitudine tra la tua storia e questa allegoria africana è così evidente che io la accolgo come il secondo Regalo a distanza di nemmeno ventiquattro ore dalla piumetta bianca.
Stai con me ancora un pochino Papo? Ne ho un’altra… entriamo e la mostra è davvero molto bella, ricca ed interessante, anche Totta e i cuginetti con cuffie ed audio guida sono parecchio avvinti. Duecento opere, ce le guardiamo tutte una ad una e indovina ad un certo punto allo Zio Pallo su quale cade l’occhio? Una che raffigura un animale molto strano, con un cono di bambù intrecciati sulla schiena, una gobba, forse due, l’altra è coperta dal bambù e delle corna. Non somiglia né ad un bue, né ad una mucca, manco ad un cavallo, ha il muso bislungo e delle corna. La didascalia a commento dell’opera riporta: “Ora, nell’angoscia più profonda, tutto è uguale per me! Perciò, vediamoci, anche se ciò costasse la vita, nella baia di Naniwa”. Facciamo vedere il dipinto anche a Mamma, Zia Pally, Totta, Sveva e Diego e all’unanimità concordiamo che il “Cammello con le corna” è stato disegnato in Giappone verso il 1850. Posso non accoglierlo come terzo Regalo?
Papo, che sulla scultura “The Pietrarubbia Group: il tutto, studio, 1975-2013” di Arnaldo Pomodoro nel piazzale di fronte a Palazzo Reale ci sia inciso: “Lo sai: debbo riperderti e non posso” facciamo che non era per me anche questa?
Tranquillo Papo, non mi sto rincoglionendo del tutto, resto quel fetente che scrive battute dissacranti tipo questa:

La vita è un’escalation di problemi che si risolvono con la morte. Ma se sei così fortunato da avvicinarti ai sessant’anni la menopausa ti fa risparmiare sui metodi contraccettivi.
In fede,
L’Ottimista e il Parsimonioso.

Grande o piccolo il dubbio di chi e cosa sia a lasciarci questi Regali ci sarà sempre. Ma tu Papo, se non ti costa fatica, continua a farci i tuoi Incredibili Doni! Grazie Bellissimo che continui a pensarci!
Papà

PS: 113… o ci ho preso una volta per tutte o c’è da chiamarlo per farmi internare…

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