Ragazzo delle Piumette

 

 

 
Lettera 255
 
Ciao Papo,
che giornata che ci siamo sparati ieri l’altro a Ferrara… treno da Ferrara a Bologna in ritardo di 90 minuti quando per la coincidenza a Bologna c’era solo un quarto d’ora di tempo. Allora di volata in taxi spendendo un salasso se no rimanevo a dormire in stazione a Ferrara o a Bologna. Il tassista “Esperto in elaborazione del lutto” mentre mi fa mille raccomandazioni e una capa tanto riguardo al crescere bene Totta senza farla sentire in difetto per essere viva, vola dritto verso Bologna tagliando l’acquazzone che ci piove addosso. In cinque minuti trovo il binario, la stazione di Bologna è un delirio multilivello su quattro piani. Riesco a prendere al volo il Frecciarossa. Fa dieci chilometri in avanti e dieci all’indietro. Dicono ci sia un guasto sul treno che ci precede. Stiamo fermi quasi un’ora e mezza. Anziché arrivare a Milano alle 23.45 arriviamo alla 01.15. Mi faccio la mia camminata di una decina di minuti abbondanti per arrivare alla macchina che parcheggio comodamente quasi in Maciachini, Papo a quasi tre fermate della metro gialla, trovo lì posto abbastanza tranquillamente e parto per tornare a casa. Qualche centinaio di metri ed il classico foglietto bianco che attesta la multa mi svolazza sul parabrezza. Divieto di sosta, in effetti ero parcheggiato sul marciapiede, sai che sono un po’ stordito ma al mattino c’erano parcheggiate lì una decina di altre auto. Mancava la ciliegina sulla torta…
Prima di tornare verso casa era andato tutto bene, intervista in una tv locale:
http://www.telestense.it/libri-la-storia-papo-vista-dalle-lettere-un-papa-lo-perso-sempre-20170615.html?cat=24
come al solito i titolisti, lavoro infausto, sanno sempre dare il peggio di sé, io credo decente ma non mi riguardo, la giornalista molto professionale e gentile.
Roberta, la signora che ha organizzato tutto è stata davvero un Angelo Custode. E’ stato un momento molto lieto anche l’aperitivo con le sue amiche alle quali raccontavo le robe strambe che stai facendo succedere per dire a Mamma e me che ci Sei e stai Bene!
La Perla di giornata è stata la signora Mara, la relatrice, Professoressa di Lettere e Storia che continuava a farmi i complimenti per Te, per la tua Sagacia ed Ironia fuori dal comune e per come scrivo bene, per quanto è Bello e Prezioso il tuo Libro Papo!
 
Mi ha scritto così Mara:
caro Andrea,
come ci siamo detti ti mando questi appunti e sono stata felice di averti conosciuto, attraverso il tuo libro ho conosciuto un poco anche la tua famiglia che mi sembra assai speciale, se mai dovessi decidere di venire con i tuoi a Ferrara, mi piacerebbe rivederti.
Vorrei dirti una cosa che mi ha colpito molto, ripensandoci, riguarda quella “Piuma” che hai trovato mentre andavamo alla libreria: quando io esco di casa e faccio quella strada a piedi, tante volte al giorno, non resto mai dalla parte della via in cui, non so come, abbiamo camminato ma vado sempre sul marciapiede dalla parte opposta… invece con te ieri…coincidenze.
Un abbraccio a tutti
Mara
 
Papo, ci hai seguito fino in libreria o poi sei subito andato a fare le tue cose importanti? Ci ha presentato così Mara in libreria:
Andrea scrive ogni sera a Papo, suo figlio, da quando il 24 agosto a soli dieci anni è andato dall’altra parte dell’infinito …Era nato con un cuore zoppicante ma che non gli ha mai tolto il sorriso e la gioia di vivere.
Il libro, ispirato alle lettere che ogni giorno Andrea scrive a suo figlio, racconta Papo, cosi soprannominato in famiglia, il suo essere ironico divertente e a volte penso, sfibrante come tutti i bambini; fa ridere tutti, è un comico nato, un cantante rock, un appassionato della lasagna. Una fantasia sublime come solo i bambini hanno, disegna ha sempre la battuta pronta e lo straordinario è che in alcune di queste pagine ti dimentichi che lui è altrove: un altrove immaginato come luogo di gioia e sorriso e ogni tanto viene di qua a vedere cosa succede in questi luoghi e lascia piccoli segni del suo passaggio. Papo vive in Andrea- dura la sua assenza fisica- ma Papo era un vero figo e cosi continua ad essere innamorato della vita …. …
Questo libro non è:
un libro che parla della morte
un libro sul dolore
un libro di tristezza e afflizione
un libro sulla fuga dalla vita
Questo libro è:
un inno alla vita
un miracolo d’amore
la storia di una trasformazione del dolore in amore
un elogio dell’eroismo della quotidianità e laddove si annida pronto ad aggredirti il dolore si tenta di sconfiggerlo con e attraverso Papo …non sempre puoi ma sempre ci provi
C’è in questo libro anche dolore e rabbia , perché qui le parole che Andrea scrive non nascono dal desiderio di suscitare emozioni negli altri, ma dalle viscere del profondo del suo essere. Cercare un modo per sorridere ancora perché cosi facendo è suo figlio che sorride.
Una rivoluzione d’amore, una dichiarazione d’amore continua che Andrea fa a Papo, certo che questo amore vive e può attraversare e superare anche l’invalicabile. Papo potrebbe ricordare un’anima antica che attraversa questa vita a la prosegue in altro modo in altre forme. Un’idea dell’andarsene di qua dall’infinito che ricorda gli antichi, un’idea che nella morte si continua a vivere perché la tua storia non muore con te. -E la storia della più presente tra le assenze- dice Andrea- Forse la cosa più importante è non arrendersi e fare un immenso casino d’amore
Papo è un supereroe e come tutti i supereroi la sua storia supera la finitudine degli spazi, cosi come siamo abituati ad intenderli. La sua intelligenza ironica lascia stupefatti per le risposte che riesce a dare ed anche per questa consapevolezza della sua diversità che non lo ha mai reso diverso.
Andrea scrive per non lasciarlo andare perché ciò che è stato continui ad esistere .
Questo libro ci racconta la storia di una possibilità, come sia possibile cioè trasformare i macigni della vita, e questo è il macigno più pesante che si possa pensare, in una occasione di condivisione in un universo di tenerezza.
Migliaia di persone attraverso il web ogni giorno partecipano alla storia di questo super eroe, che insegna che l’unica arma che può combattere qualunque demone è l’amore.
Tanti troveranno in questo libro un aiuto ,un sostegno, ma anche chi non ha subito questi atroci svolte nella vita ne resta cosi ampiamente compromesso che quando chiude il libro qualcosa dentro è inesorabilmente cambiato e l’occhio si posa sul mondo con un altro sguardo.
Il coraggio di trasformare, è questa la più grande delle rivoluzioni perché è l’amore che lo esige, un amore grande di qui all’infinito, perché ci vuole coraggio nel quotidiano dopo Papo, ma è con Papo che questa rivoluzione può avvenire.
 
Grazie a tutti per l’Affetto e la Cura che ci adoperate e con cui trattate la nostra storia, anche questa è La Rivoluzione d’Amore.
 
Ciao Ragazzo delle Piumette!
Papà
16 giugno 2017

Lettera 255

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