L’attesa, a furia d’essere ingannata si fiderà ancora?

 

 

Ciao Papo,
ieri siamo andati con la bimba Viola in fattoria. C’erano un sacco di animali, ti sarebbe piaciuto molto, c’erano anche degli struzzi che struzzi non erano ed ho pensato a te e alle tue conoscenze di piccolo etologo per farmi venire in mente che erano degli Emù. Gli unici due bambini che ho sentito chiamare più volte a voce alta, dalla sua mamma il primo e dalla guida il secondo, si chiamavano Jacopo. Un caso? Un caso che Mamma camminando abbia trovato l’ennesimo sassolino a forma di cuore?
Come si fa ad andare nei posti, fare cose e vedere gente senza pensare costantemente che ci dovresti essere anche tu lì con noi? Come si fa a non sentire la tua assenza? Come si fa a non pensarti? Tu che facevi bordello per dieci bambini e te ne inventavi sempre una per far ridere tutti. Non è sempre dolore e tristezza, pian piano sta diminuendo la rabbia, non è mai rassegnazione è per lo più malinconia. E’ che manca sempre ed inevitabilmente un pezzo, un arto, un motivo, i tuoi occhi e il tuo sorriso. Non smetto di cercarti e ti troverò. Devo capire tra migliaia di filosofie di pensiero e religioni come si fa a vivere ‘sta assenza così presente. Perché ci sono giorni che ti parlo e sei vicino e sto bene perché ci sei anche se non ti vedo. Ho bisogno di sapere che per te non è tutto finito in ‘sta merda di mondo terreno. Non sto più così male da voler distruggere tutto ma non sto manco bene e bene a tutto tondo probabilmente non lo starò mai più e sinceramente non mi interessa. Devo avere Fede e convincermi che ci Sei e Sei, ci Credo. Mi serve affinché le mie flebili certezze non crollino ogni cinque minuti. Un credente è agevolato rispetto a noi da ‘sto punto di vista, solo non capisco perché non sia contento se il suo caro è passato a miglior vita nel Regno dei Cieli dopo il calvario terreno… Papo certe parole mi danno così ai nervi, sono così stupide e inutili: “Portare una croce”, “Segnato per sempre”, le aggiungiamo a “Condoglianze” e “Come stai?” tra le parole da abolire dal nostro vocabolario, ok? Devo poi trovarti il tuo spazio nel mio quotidiano che non sono solo i momenti in cui ti scrivo ma H24… sei peggio del 118, dell’SOS, del radio taxi e di un contratto di manutenzione in pronto intervento…
 
Salto indietro nel nostro tempo:
Mezz’ora di gioia, amore e gratitudine spesa a spiegare le regole del gioco della dama a Papo e Totta che nel mentre fanno di tutto (muovono ogni mossa le pedine all’indietro, “Si muove solo in avanti!”; fanno salire sul campo di gioco bufalo, facocero e unicorno; Papo tenta di barare in ogni modo) ti avvicinano a comprendere le difficoltà oggettive del Creatore dopo averci dato alla luce… Calandoti in situazioni simili capisci che è privo di senso prendersela con il Signore per il suo mancato intervento per ingiustizie e soprusi, è già un Miracolo che ci lasci in vita!
Da qualche settimana a casa Vaniglia abbiamo riscoperto i giochi di società tipo: Taboo, Indomimando, Pictionary. È uno Spettacolo giocarci coi bimbi! Ci si sganascia dal ridere! Preparandoci per la nanna Tu Papo ci ricordavi: “Con tutte ‘ste risate vivremo più a lungo! Ridere fa bene al cuore!”.
 
Invece qualcuno o qualcosa ha stabilito che tu dovessi vivere solo dieci anni e stop.
Quanto ci parlo con dio o con quel cazzo che è se esiste e quanto lo bestemmio. Quando passerò anche io altrove o mi fa capire in un lampo che a tutto questo c’era un fottuto Senso o se mai lo incontrerò lo prenderò a pugni, ma tanti, devo proprio fargli male!
Poi mi passa, perché su di lui ho molti dubbi ma in te Papo Credo e stiamo facendo una roba che non s’era mai vista in questo mondo, devi scendere dal paradiso, salire dagli inferi, aprire la porta del mondo affianco, uscire dalle presente incarnazione, farti abbracciare o farmi venire un infarto o spararmi per fermarmi.
 
Papo ma l’attesa, a furia d’essere ingannata si fiderà ancora?
Papà
3 aprile 2017

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