Papo, Vasco e “Chi c’ha le Orecchie… ci sente!”

 

 

Ciao Papo,
Totta, Mamma, cuginetti e Zie sono al mare. Sei passato a trovarci? Sveva appena scesi dalla macchina ha trovato la tua classica Piumetta piccina, bianca e candida. Io ieri mattina a correre nella laguna dentro la pineta ne ho trovata un’altra, una unica bella pulita, candida che sembrava essere lì per me per salutarmi. Poi però al ritorno ho visto che ce n’erano tante altre ma nessuna così candida e nitida e posata bene proprio per me per farmi un regalo. Volevi farmi notare la differenza di quando una Piumetta è proprio un regalo per me?
Sabato sera c’è stato il concerto di Vasco Rossi, c’erano 220.000 persone a vederlo al concerto a Modena. Vasco ha l’età della Nonna Mina, Nonna sforna Lasagne e Vasco fa ancora cantare e ballare decine di migliaia di persone con la stessa naturalezza di Nonna tra i fornelli. Siccome sabato tutti postavano foto del concerto, da bravo bastiano contrario quale sono e siamo ho scritto questa battuta: “Vascoglionite”: patologia di massa che porta centinaia di migliaia di persone in coro ad
ingorgare autostrade, parcheggi, treni e non sazi a proseguire a cagare il cazzo intasando bacheche feisbuk. Tanti l’hanno capita ed hanno riso, ad alcuni che rivendicavano il diritto alla Leggerezza e al divertimento ho dovuto spiegare che scrivo battute appunto per ridere e far ridere, oltre che per dissacrare. Parliamo di un bravo cantautore, dalla carriera leggendaria, le divinità facciamo che sono altre? Capire perché anziché godere del concerto si debba condividerlo sui social è ampia e misteriosa materia di studio. Perché io ti scrivo su feisbuk? Perché abbiamo bisogno di condividere? Perché abbiamo bisogno di esserci? Perché abbiamo bisogno di esistere? I miei motivi sono in fondo gli stessi di chi è a un concerto? Papo Bello, ho sempre troppe domande e troppo difficili da farti…
Tre anni fa Vasco era in concerto a Milano ed un sera mentre eravamo a spasso vedendo questa locandina domandasti:
“Mamma chi è quel signore?”.
Mamma con una vena di sufficienza: “È Vasco Rossi, un cantante famoso…”.
Tu: “E perché si veste da ninja!!?”.
Perché un po’ c’è da fare i personaggi anche se quello che paga ancora di Vasco, dopo quarant’anni di carriera, è la sua verità e la sua genuinità, oltre al fatto che tutte le canzoni vecchie sono davvero strepitose. Tutta questa verità e questa genuinità artistica fanno parte del Tuo Genio Bambino e ci sono tutte nella Tua storia, nel tuo Libro, nelle Tue canzoni, nel Tuo Messaggio e nel come me le fai portare avanti!
Verso fine concerto un tizio vestito d’azzurro con una corona in testa ha presentato tutta la band ed ha fatto il mio stesso discorso riguardo i ricordi, la traccia che lasciamo in questo nostro passaggio terreno.
 
“Usa la vita!”, “Dentro la paura, fuori l’avventura”, “Ti amo bebi”, “Il Rock’n’roll nel sangue”, ed un repertorio Infinito di Battute al fulmicotone!
 
Bimbi, cane e me pronti, manca solo il nonno. Sento Papo che gli confabula insieme e domando: “Papo, il nonno è pronto?”. “Monta i denti e arriva!”.
 
Papo, sgridato dalla zia in dolce attesa del primo figlio: “Zia ti stai già allenando a fare la mamma!!?”.
Papo, sempre alla zia in dolce attesa che fa pratica a diventar mamma sgridandolo: “Zia, una curiosità ma perché oltre alla pancia vi si gonfia anche il culo?”.
 
Ti sono bastati 10 anni e 99 battiti per restare Indelebile, diventare Immortale e farci Credere e Vivere ogni giorno la Certezza che la morte non esiste veramente.
 
Non mollo un millimetro Papo, anche se scrivo anche altro perché sono vivo e ne ho bisogno. Oltre a Paulo Coelhone mi sono inventato questa nuova Saga a Capitomboli:
 
…lui intervenì secco a colpirla nel vivo dell’atto che non doveva essere. Furono gocce di limone sulla ferita appena aperta dalla precisa lama di un esperto bisturi. Lei attonita non poté che incassare il colpo, naturale conseguenza fu cedere il fianco all’essenza del vero. L’orgoglio lasciò scrosciare un rivolo di sincerità, e non poté che dirgli: ” ‘Sta minchia sventrata che Uomo sei!”.
Arcano Pennazi, Storia delle Storie di bei racconti rovinati sul finale…
 
Dicono che il mondo è un libro e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina… dicono che il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi… dicono che non è importante la meta ma il cammino… ho fatto mie queste parole e sono partito per trovarmi. Nella mia vita ho viaggiato molto, ho visto templi, mausolei, ho respirato il polmone del mondo, risalito il Rio delle Amazzoni, le piramidi, Gerusalemme, cascate, valli sterminate, l’aurora boreale. Ho osservato e praticato usi, costumi, tradizioni secolari, ma mi sono finalmente riappacificato con me stesso e ritrovato solo quando ho visto uomini intenti a soddisfare sessualmente pecore, lama e cammelli…
Arcano Pennazi, Storia delle Storie di bei racconti rovinati sul finale…
 
Le hai capite? Ti hanno fatto ridere? Mamma ha riso molto ed allora so che sono belle e l’intuizione è originale! A volte penso che di noi vada studiato quanto la comicità ci aiuti a vivere, realizzo una cosa basilare e fondamentale che nel mondo adulto si perde ed è ciò che mi fa star bene quando scrivo, qualsiasi cosa mi venga da scrivere: Faccio ciò che mi piace! Mi beo, gioco, mi viene naturale, mi impegno, ricerco, mi sporco e mi strofino con ciò che mi piace fare! Papo, scriverò un sacco di storie, allegre, stupide, divertenti, romantiche, quello che verrà e mi servirà e fino a quando sarò di questo mondo la tua Leggiadra Leggenda continuerà a Volare!
 
Grazie SuperEroe!
Papà
3 luglio 2017

Lettera 269

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