Scoppia la Bomba, esplode l’Amore!

 

 

Ciao Papo,
tra poco esco a correre. Far fatica, buttare fuori e sparare qualche minchiata sono le poche cose sensate che sento e faccio in questo periodo di transizione ed operosa attesa.
Un paio di giorni fa Totta faceva vocalizzi, versi e parlate strambe, faceva come Te e me divertendosi a provare le voci di improbabili personaggi, il teatro è prima di tutto divertimento, gioco e intuizione, poi ricerca e duro lavoro. Allora siccome era così entusiasta ieri io e Mamma l’abbiamo portata alle prove del Tuo Musical “Bomba d’Amore”. Ha visto lavorare questi giovani e bravi attori e il suo entusiasmo è aumentato. Mamma s’è divertita e commossa nel punto in cui viene fuori tutta la Potenza del Messaggio di Papo, penso si sia Inorgoglita ancora una volta di Te, il suo Straordinario Ragazzo! Io ogni volta rimango attonito per quanto lo Spettacolo non parlando di Te sia totalmente permeato dal Tuo Spirito, per quanto Tu “Anima Antica in viaggio da secoli” attraversi questa storia che non parla di Te ma di chi imbattendosi in Te, Bambino fino ai 10 anni ha migliorato il suo Percorso terreno Sentendo dentro ed applicando: “Dentro la paura, fuori l’avventura!”, “Usa la vita”, “Ti amo Beby” e tutte le briciole di Cambiamento che ci hai Regalato. Davvero Bravi Dave e Alfo a cogliere e portare in scena la Tua Essenza! Io da parte mia sono Orgoglioso, di Te, di Totta, di Mamma, di Me che relegato ad essere solo nei miei dolori enormi ho tirato fuori tutto il Tuo Bello, tutto il Bello di Totta e se ne ho mandata giù di merda in silenzio, potendo “solo” scrivere e Regalare al mondo la vostra Meraviglia mantenendo sempre e comunque la Calma. Quella Calma e quella ricerca che mi ha portato a ritrovarti attraverso tutte le esperienze, gli incontri e le letture di questo anno e mezzo. Quella Calma che è tutto ciò di cui ha bisogno Totta per crescere serena e fiduciosa, perché la vita cambia un sacco di volte in un unico passaggio terreno ma l’Amore e l’Attenzione restano, sempre. Quella Calma che è dialogo costante e affiatamento, ognuno alla ricerca della Felicità che Merita, con Mamma. Quella Calma che è Credo. Mai la Calma ha così fatto rima con Amore.
 
Oggi, 13 gennaio feisbuk mi ricorda che negli anni appuntavo queste:
 
13.01.2011 Tu Papo: “Facciamo bim bum bam. Io sono pari!”.
Totta: “Io sono bim bum!”.
 
13.01.2012 Tu Papo: “Papà ma stiamo andando ad un invito?” Io: “No Papo, stiamo andando al negozio per cambiare operatore telefonico” Tu: “Ma poi andiamo dalla Zia Palli o dallo Zio Frenk che ci invitano?” Io: “Eh, Papo è un pò tardi… bisogna avvisare con un po’ di anticipo… per organizzarsi…” Tu: “Eh, andiamo che io mi sono già organizzato!”.
 
13.01.2013 Pre pratica nanne, “Pigiamazione”: Totta alla ricerca della sua indipendenza tentando di togliersi i vestiti ci si intorcica dentro. Io mi altero un pelo: “Totta hai cinque anni adesso e dai…”. Totta parte con un’arringa infinita contro le fabbriche tessili che producono vestiti troppo attillati. Tu Papo assisti alla scena e da navigato uomo di mondo chiosi: “Papà, dovresti ricordarti anche di me… lo sai che a 5 anni si diventa bisticcioni!”.
 
13.01.2016 Questo inverno e questo inizio d’anno sono caratterizzati da tre grandi idiozie. La prima: i risvoltini ai pantaloni con caviglia scoperta ed esposta agli zero gradi centigradi. La seconda: sentirsi in dovere di dire la propria sul film di Checco Zalone. La terza: sentirsi in obbligo di dover commentare la dipartita di David Bowie. Allora, per i risvoltini dobbiamo arrenderci all’evidenza dei fatti: l’estinzione della nostra specie è un passo più vicina. Passo, da farsi ovviamente con i risvoltini. Bowie, Bowie era talmente moderno, avanti ed oltre che la retorica la seppellì nell’istante stesso in cui mise piede su ‘sto modo. I nostri RIP e delle nostre emoticon con lacrimuccia sono una incosciente e sgangherata rappresaglia al suo stile ed alla sua vita terrena tutta. Invece su Zalone mi va di spendere due parole in più. Checco Zalone non mi può deludere perché non ho riposto nessuna aspettativa né in lui né nel suo film. I film più deludenti dell’anno scorso e di quello appena iniziato, per me che vado per lo più al cinema con i miei figli, sono stati ‘Inside out’ e ‘Il Piccolo Principe’. ‘Inside out’ è figlio di un intuizione Geniale, i pupazzetti di diverso colore che rappresentano le varie emozioni che si animano, relazionano, bisticciano e vivono nella nostra mente ma ha uno svolgimento così angosciante e triste da piagare lo zebedeo fino a piallarlo. ‘Il Piccolo Principe’ riduce ad brutta, sbiadita, smunta e noiosa copia di sé stesso il Capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry. Trovo riusciti i personaggi della bimba, della mamma e del vecchio aviatore ma la storia non decolla mai davvero, annoia parecchio e ritengo in tutta franchezza inappropriato e presuntuoso tutto l’arrovellamento mentale del secondo tempo nel quale gli autori del film vanno ad inventarsi un’improbabile prosecuzione del libro mischiando due storie che avrebbero avuto miglior gloria rimanendo ognuna sul suo binario. Zalone invece non ha chiesto niente e per un’ora e mezza si ride di gusto! Il film, senza vantare alcuna pretesa è l’esempio di come sfruttare tempi e meccanismi comici. Si passa dal centone, alla smorfia, all’accumulo, alla palla di neve, alla parodia, al fraintendimento, al parossismo, … non perdendo mai di vista l’obbiettivo del film: far ridere. Epica la preparazione e la battutta: “Mangiate i panzerotti che sono caldi, ve li ho già pregati io!”. A renderne roboante il suo successo la distribuzione capillare del film, che colpa è ascrivibile a Zalone se il film è stato distribuito praticamente in ogni sala cinematografica del ‘Bel paese’? Medusa ha distribuito il film del suo ‘Cavallo di razza’ in maniera scientifica così da sbancare ai botteghini. L’unico dolo in questa storia è dei rappresentanti del PD che non perdono mai l’occasione di fare bella figura tacendo e salgono troppo spesso sul carro dei vincitori senza averne né merito né diritto.
Detto tutto ciò resta il problema dell’assenza di modernità nostrana. Nel 2016 la trovata che ci fa più sbellicare dal ridere è ancora il classico stereotipo del terrone, cliché vecchio di settant’anni e questo sinceramente mi mette la stessa tristezza di fondo di chi passeggia zero gradi caviglia scoperta coi risvoltini in bella mostra. Lo faranno per sentirsi moderni mentre dalla torre di comando continuano invano a chiamare Major Tom.
 
Papo, sei sempre stato e Sei ancora di un Moderno Avanti, Oltre e Fuori dal Tempo! Fanno tutto con cinismo, soldi ed avvocati da ‘sta parte dell’Infinito, il Talento è asservito a farne a palate, l’etichetta è sempre pronta ad esserti appioppata sulla fronte. Che pochezza di spirito riesce a raggiungere ‘sto mondo fatto di regole e divieti. Tu non te ne curare, Tu gioca, corri, vola, spargi Amore, Piumette e Cuori! Grazie!
Papà
13 gennaio 2018

Lettera 423

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