La Rotta s’è rotta

 

 

Ciao Papo,
Lettera 315 era Perfetta come ultima Lettera. Per chi legge s’intende, mica per Te, noi due insieme ne abbiamo ancora parecchia di strada da fare.
Tutti gli elogi alla nostra famiglia, certo sono una testimonianza d’affetto ma pura retorica… le raccomandazioni su Totta, come se io e Mamma non lo sappiamo da soli… “Dai che ce la farete”… posto che non devo e non ho da giustificare niente con nessuno; posto che in privato rispondo sempre a tutti perché mi stanno sui coglioni gli snob; posto che con alcuni è nato un rapporto di stima, amicizia e ci siamo pure incontrati, organizzato presentazioni del Tuo Libro e trascorso anche momenti sereni e divertenti in vacanza; posto tutto ciò io non ho aperto un dialogo con nessuno, se non con Te. Tu sei l’unico dal quale ricevo ancora risposte confortanti, sei l’unico con cui passo ore ed ore a parlare, chiedere consiglio, piangere e ridere. Sei l’unico che pensa al nostro reale benessere senza cazzate, egoismi, senso del possesso, dogmi, perbenismo e falsa morale che si tradisce coi fatti. Poi mi domando: ma a uno che sta camminando per il giro del mondo a piedi e deve ancora camminare migliaia di chilometri, gli continui ad additare la salita o lo distrai e gli fai vedere il paesaggio!!? La Tua Lezione Papo è quella della Leggerezza. Guardarsi intorno, distrarci, giocare, godere del momento, cambiare punto di vista. Papo, non ce l’hai più la testa, non ce l’hai più il cuore, si sono fusi insieme nella Tua Rivoluzione d’Amore non tutti ci arrivano a realizzarla.
La Rotta s’è rotta. Ho completamente perso di vista dove, come e perché si debba andare avanti. A volte voglio abbandonare tutto. Non ti ho scritto per tre giorni perché è stato meglio così. Poi inaspettato e puntuale arriva l’abbraccio che non ti aspetti. Tutto ciò che sto facendo aveva per me un senso ma quel senso nel cuore in cui deve, non sortisce nulla. Devo pensare a fare bene a me stesso, cambiare qualcosa per stare meglio e fare stare bene chi ho intorno. Vivere, non sopportare. Questa è la Sfida: Vivere!
Vivo quando scrivo, Vivo quando Ti scrivo, Vivo quando sto con Totta, Vivo quando odoro da lontano amore, Vivo quando muovo il mio corpo che sa ancora tuffarsi, nuotare, correre e giocare.
Papo, desidero ti arrivino questi due messaggi così diversi e così veri.

É stato il destino, o molto probabilmente qualcosa di più grande a farmi arrivare ad avere il tuo libro tra le mie mani.
Ho deciso di portarlo con me in vacanza, il libro e Papo. Le pagine hanno assaporato il profumo del mare, la sabbia gli ha fatto un po’ di solletico, il sole lo ha riscaldato. Ha fatto piú di mille km chiuso in valigia, per poi essere liberato e fatto respirare in provincia di Salerno. Ed è Qui, a Montesano sulla Marcellana, che l’ho terminato.
Papo ha viaggiato con me in queste due settimane di ferie senza che io lo sapessi.
Una cosa però la so, Papo ha avuto una vita breve, è per questo che la sua Esistenza Infinita andrà a colmare tutti gli anni non vissuti “da questa parte”. Esistenza che si è infiltrata in tutti i cuori che hanno avuto la possibilità di leggere il tuo libro, che hanno avuto il privilegio di vedere un sorriso di Papo, o semplicemente di ascoltare la sua voce mentre cantava “noi siamo i rockettari che vivono di rock siamo in cerca di coraggio per un nuovo viaggio.”
Papo questo coraggio l’ha trovato, e come poteva essere il contrario? Sicuro l’aveva nascosto in qualche meandro della sua anima. Lo stesso coraggio l’ha condiviso con la sua famiglia, con la piccola Totta, con la sua mamma, con Luna e, con il suo papà. Il suo narratore. Il suo amplificatore. Il suo megafono. Il suo filo conduttore. Perché, Papo, lo so che volevi questo. Volevi che tutti, o perlomeno tutti quelli che erano disposti a farti entrare nei loro giorni, avrebbero iniziato a fare una rivoluzione d’amore, con te a guidare la fila.
Grazie a te Papo.
E a te, Andrea.
G.

Mi guardo e rimiro
Rimango basito
Da tanta bellezza
Da tanta abbondanza.
Alla luce del sole
Vorrei sempre stare
Non chiuso qua dentro
Senza parlare
Ho tante energie
Che vorrei sprigionare
In ogni momento
Ad ogni occasione.
I più non capiscono
Quanto son grande
Quanto son forte
Giovane e fiero
Un gran monumento
Servirebbe davvero
Ma solo soletto mi hanno lasciato
Con tanto bisogno di essere amato
Mi chiudo in me stesso
Mi tengo in disparte
La mente lassù
Farà la sua parte
(Il pisello pensante)
M.

In sei mesi dal più atroce dei dolori abbiamo tirato fuori un Libro che è una Rivoluzione d’Amore, una roba vera di risate, lacrime e sangue non parole vane per accattivare la gente.
Papo, non ne so molte di cose, non so quasi più niente, ma insieme lo prendiamo quel pesce!
Papà

1 settembre 2017

Lettera 316

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Lettera 313

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Lettera 311

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Lettera 310

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Lettera 307

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Lettera 306

Qualcosa ancora qui non va     Ciao Papo, “Caro amico ti scrivo Così mi distraggo un po’  E siccome sei molto lontano Più forte ti scriverò Da quando sei partito C’è una grossa novità L’anno vecchio è finito ormai Ma qualcosa ancora qui non va”. Un ragazzo è stato […]