Il film che stiamo vivendo…

 

Ciao Papo,

qui proprio non ce la fanno a non chiedere “Come va?”. Non basta un ciao, un salve o un buongiorno? Che poi manco interessa la risposta al “Come va?”. Perché se attacchi a rispondere o stai a parlare delle ore, o si tronca corto il discorso. Quindi rispondo o accennando un sorriso o dicendo “Stazionario” dopo sei mesi sono quasi riuscito a rimuovere dalla mia risposta il “Di merda, grazie!”. E a te com’è andata? C’è ancora ieri, oggi e domani dove sei tu? Tempo e spazio esistono ancora? O sono condensati in una pellicola tipo vecchia bobina dei film lungo la quale scorre la vita? Se non sei preso dalle tue cose ti va di fare un gioco Papo? Ti va di ricostruire il film di questi ultimi sei mesi? Chissà tu come lo vedi? Io lo vedo così:
Cominciamo dalla fine, che poi è solo un nuovo inizio. Il 22 agosto 2016 in campeggio a Trieste sei al bar con Totta, i nonni e Luna, io sono al camper a stendere e la mamma è tornata a casa da lavoro la sera prima. Sali sulla bici, leggera salitella, arrivi alla nostra piazzola, mi saluti: “Ciao pà, mi scappa la cacca”. Saliamo in camper e boom mi crolli davanti. Ti prendo in braccio, corro verso la reception e grido come un pazzo di chiamare il 118. Il tuo ICD (defibrillatore sottocutaneo) non dà scariche, non capisco perché, arriva un campeggiatore che fa l’infermiere e cominciamo a massaggiarti e ventilarti. Arrivano i soccorsi, vanno avanti loro il cuore riprendere a battere, ti caricano in ambulanza ma ricadi in arresto cardiaco. ICD non interviene. Corsa in ospedale mentre ti massaggiano. Papo, tutto il resto dell’agonia me lo risparmio, due giorni di lotta tra la vita e la morte e quel bellissimo tipetto Brad Pitt bambino lascia per sempre questo mondo terreno il 24 agosto. La tua Mamma dice che in realtà, ci avevi già salutato appena aveva perso i sensi due giorni prima. Avevi fretta di andare a divertirti altrove, questo è certo. Ti stai divertendo e probabilmente (in barba a tutti) stai correndo e saltando come un matto. In quei due giorni di lotta disperata in ospedale sei rimasto nei paraggi solo per farci abituare all’idea che a breve non saresti più stato qui con noi. E’ così come dice la tua Mamma vero? E dai Papo, ogni tanto rispondimi, che ti costa?
Ecco, a questo punto sembra la solita storia triste, strappa lacrime, la classica famiglia annientata che fonda un’associazione in memoria del proprio povero figlio scomparso prematuramente. Scomparso? Non sei scomparso, al massimo sei morto. E cosa vuol dire prematuramente? Vuol dire che cazzo dovevi diventare grande… ma in qualche modo impossibile da accettare per un genitore, il tuo percorso terreno era compiuto. Inizio a scriverti da subito, perché scrivendo fermo il tempo ed elaboro quanto mi accade dentro e intorno e soprattutto siamo inseparabilmente insieme mentre scriviamo.
Io da lì Papo non lo so cosa succederà, noi rimasti da questa parte dell’Infinito se non impazziamo di dolore è un tre quarti di miracolo. Ognuno trova la sua cura, Totta sta sempre con gli altri bambini, il suo fratellone, migliore amico di giochi, litigate e avventure si è momentaneamente assentato, un giorno vi riabbraccerete. Alla Mamma viene da lavorare fuori e in casa e non fermarsi mai. Ed io ti scrivo. Ti cerco, vado da prete, lama tibetano, medium, io così scettico e fifone. Ti trovo nelle parole di un sacco di belle Persone care. Posto le tue foto e le tue Battute:
Pranzo dai nonni, Papo: “Che emozione sentire il mio nome quando arriva qualcuno con in mano un piatto di lasagna!!”. Mentre Papo rabbocca i livelli di lasagna nel sangue il Nonno spiega la vicenda del bimbo di quattro anni caduto nella gabbia dei gorilla e l’abbattimento del quadrumane da quasi due quintali. Papo sgomento: “Quindi non hanno sparato al bambino…?!”.

Camper, risveglio, via vai dal bagno, la porta resta aperta, ci assale un odoraccio, Io: “Nik, chiudi la porta del bagno che qualcuno ha fatto la cacca”. Totta: “No papà ho fatto una puzzetta io…”. Papo: “Mà, chiudi Totta in un gavone! “.

Papo, discutendo con la zia in dolce attesa del primo figlio: “Zia ti stai già allenando a fare la mamma!!?”.

Area cani, Luna ed altri due cani giocano ad azzuffarsi, un momento via l’altro passano dallo scodinzolare gioiosi al ringhiare con fuori tutta la dentiera armata, dimentichi dello stato d’animo di poco prima. Papo attonito: “Pa’ ma ‘sti cani hanno l’Alzheimer!!?”.

Papo appena sveglio: “Oh Pa’: ho sognato che ero un velociraptor mannaro, combattevo con King kong che mi dava un pugno e mi faceva perdere il senso dell’umorismo”.

Papo, a ‘sto punto la più presente delle assenze si materializza e continui a vivere affianco a noi ed insieme a chiunque si imbatte nella nostra storia. Con gli amici Custodi musichiamo canzoni scritte di tuo pugno; scriviamo un soggetto per un film che non è la tua biografia ma è un film ad episodi nel quale una bimba, una mamma, un nonno, un medico, un estraneo che legge le Lettere, e altri personaggi, imbattendosi nel dolore più assurdo e profondo, dallo strazio e dallo smarrimento lo trasformano in un percorso d’amore. Insieme allo scriverti la Lettera quotidiana tutto questo diventa una Terapia per me ed anche per chi mi sta vicino. Centinaia di persone ogni giorno aspettano la nuova Lettera per conoscerti meglio, per sapere com’eri, come sei e come sarai ed il bello è che io la scrivo per me e per te, per stare insieme, mica per loro. Grandi e piccoli ridono alle tue battute e tu viaggi per le case della gente. Poi l’articolo di Elisabetta Soglio del Corriere della sera e si scatena la valanga. Tutti sanno e tutti ti vogliono conoscere. Porta a porta, La vita in diretta e poi basta Papo perché per me è troppo dura e stressante andare in queste condizioni in tv. Ora ci cercano tutti per pubblicare i tuoi libri. Ed io sono contento per te perché sei così Forte e Bello che non ci fai arrendere alla morte, non la spettacolarizzi, non la scimmiotti con un vecchio canovaccio. Fatti a brandelli dal dolore continuiamo a vivere semplicemente vivendoti. Siamo quelli che hanno seguito un bambino di 10 anni che non è in questo mondo e da quello affianco sta scrivendo libri, canzoni e film!

Doc Iacopo mi scrive: …storie ne ho viste tante ma qui traspare qualcosa che non è ricordo: è proprio vita. La differenza è abissale.

Papo, questo è il film che stiamo vivendo grazie a te che nei sei il Mirabile regista!
Non sei un ricordo sei un bambino che più Vivo non si può e compi ogni giorno il Prodigio di fa vivere i Sogni!
Grazie Sempre Papo!
Papà
25 gennaio 2017

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