Storia dei lupi

 

Ciao Papo,
lunedì sera con Macilla e Scatolo abbiamo lavorato alla nostra Bohemian Rapsody, canzone complessa con tre cambi di ritmo. Comincia con: “Figlio, che non è bello perché mio ma solo perché figlio, foglio bianco…” con un pianoforte soave e caldo, passa poi al rap nella seconda parte che fa: “Preghiera della rana, preghiera della tana, preghiera per il prete e la puttana…” e chiude nella terza parte con un rockettone: “Scambiarai le cose brutte per belle, piangerai per le cose belle che in realtà sono brutte, non capirai…”. Hai visto che Ciuccelloni, quanto siamo avvinti dal lavoro che stiamo facendo…!!? Dai che le hai sentite ed eri lì a divertirti con noi, Macilla e Scatolo sono due bravi musicisti ma se non c’eri tu nei paraggi noi mica riuscivamo ad imbastire un intero disco in sei mesi. Ora si passa dalla lima grossa alla carta vetrata fine, al cesello, come piace allo straccia balle di Macilla.
Ieri in casa editrice abbiamo cominciato a lavorare al libro delle Lettere. Però non posso dirti niente riguardo le chiavi narrative che stiamo sviluppando, se no altro che i cazziatoni di Zia Antonton, Alessandra, Simona, Valeria, Macilla e Zamo… posso però dirti
Lavorare Papo, il segreto è lavorare, fare quello che piace e solleva lo Spirito e lavorare diventa appassionante, impegnativo, uno Stupendo Gioco che si autoalimenta. Come facevi tu con tutti i tuoi giochi e le tue fantastiche trovate, come quando a sette anni scrivesti la tua storia dei lupi.
A scuola eri bravo, perché per uno così in gamba non poteva essere altrimenti ma dovevamo sempre incoraggiarti, come quella volta con la recita di Pinocchio…

“Sabato mattina, sveglia tardi e completo relax fino a mezzogiorno, alla buon ora esorto ed incoraggio Papo ad allenarsi un po’ nella lettura della recita: “Papo dai che il ruolo del narratore è molto bello ed importante! Sei quello che prende per mano il pubblico e lo porta nella storia, poi col tono
della voce fai presagire se capiterà qualcosa di avventuroso, pericoloso o divertente!”. Papo: “Pà, ma tutte a me ‘ste responsabilità!!? Ma le maestre lo sanno che sono stato due settimane in ospedale e mi devo riprendere psicologicamente!!?”.
Papo 13.978 – resto del mondo 0!
Io atterrato dal ridere! E chi riesce a sgridarlo un tipo così!!?
(Ringrazio le maestre, premurosissime, che per non far agitare Papo davanti al pubblico e comunque coinvolgerlo in un bel lavoro di gruppo hanno pensato al ruolo di narratore fuori campo. Sono riuscite a pieno nell’intento!)”.
Beh, un paio di giorni fa quella recita è andata in scena, per ben due volte, al mattino per i bambini e Papo l’ha fatta tranquillamente e con molto entusiasmo e di sera per i genitori. Papo alla rappresentazione non voleva proprio partecipare perché ha vergogna di esibirsi di fronte agli adulti, sicché abbiamo provato ad incoraggiarlo e ad un certo punto ha sbottato ed ha detto basta, di piantarla. Io e Nik eravamo combattuti tra i suoi 99 battiti da rispettare ed il fargli vincere la paura per godere della soddisfazione di fare una Bella Roba insieme ai suoi amici. Non gli abbiamo più dato peso, abbiamo parlato d’altro ed alle sette e mezza è andato a prepararsi di sua spontanea volontà, è venuto a chiamarmi e mi fa: “Pà andiamo, se no facciamo tardi!”.
Quindi la recita di Pinocchio, tutto è filato liscio e tutti i bambini sono stati davvero bravi e si sono molto divertiti!
Ed io e la mia Bella siamo tornati a casa con un nuovo Grande Insegnamento in tasca: SuperPapozzi se lo lasciamo tranquillo, non gli diciamo che è bravo, bionico, speciale, … lui fa volentieri e bene le cose! (Direi senza poter essere smentito anche se sono il suo primo tifoso: Meglio di tutti! [Non era una gara e per il bene di Papo noi non si educa a competere ma a stare insieme, però quando uno è Bravo, è Bravo e va detto! ;-)]).
Rinnovo i Ringraziamenti al corpo docenti, proseguo a baciarmi il culo lussandomi il rachide e avanti tutta!

Quante volte Papo mi sono lussato il rachide baciandomi il culo, l’ho fatto ogni giorno per quasi 10 anni e mezzo, poi basta.
Come sto? Sto che siamo come gli antichi egizi e stiamo costruendo una piramide. I mattoni siamo noi Persone che ti abbiamo nel cuore, la base larga e solida è l’editore e tutti i seri professionisti che verranno sempre scelti con il cuore, la punta che mira dritta al cielo sei tu Papo. Una piramide d’Amore fatta di storie, tutte rigorosamente vere, libri, canzoni, video e film che lo raccontino ‘sto disperato bisogno d’amore, perché la morte non esiste.

Io? Direi che sto meglio, sto diventando matto ad andare giorno e notte a duecento all’ora, non so se me lo merito tutto l’Affetto che ho intorno e tutto quello che di Bello sta nascendo ma so che tu vuoi questo ed io devo trovare il modo di accettarlo. Grazie Papo!
Papà

8 febbraio 2017

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2 febbraio 2017

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Lettera 133

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Lettera 132

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Lettera 131

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