Me la spieghi papà?

 

 

Ciao Papo,
prima d’andare a dormire voglio far leggere una cosa che ho scritto da ragazzo.

Aria
Io non posseggo niente, nemmeno le idee.
Son solo illusioni! Non le idee, sia chiaro, ma il fatto di possedere, di possederle…
I nostri genitori, figli di quei poveri disgraziati che fecero la guerra, hanno inculcato nella testa il senso del possesso, la proprietà. Per carità in un mondo nel quale se non stai all’occhio ti levano la sedia da sotto al culo non c’è nulla di male a edificar certezze, ma è l’attaccamento che stona!! Se non ce la farò sarò un fallito!! Guai a chi si permette di toccarmi le mie cose!!
Ci ho buttato il sangue per averle… Hai davvero sprecato tutte le tue forze per costruire qualcosa di solido, pesante e tangibile?
Ti risponderà: certo perché tu che fai, mangi con l’aria!?
No, purtroppo con l’aria non ci si nutre, ma qui non si parla di cibo, qui si è persa di vista la rotta. Ognuno a testa bassa pensa solo ai propri cazzi. Quando ci si accorge degli altri!?
Quando nascono, quando fanno battesimo, cresima e comunione, quando si sposano e quando muoiono. A volte ai compleanni e per Natale, se proprio in quel periodo ci stanno simpatici… ed è forse già tanto qualcuno obbietterà… “Che rottura di palle, anche questo Natale quegli scassa cazzo tra i piedi!!”
Poi però moriamo e tutti si piange e ci si dispera per non aver vissuto il defunto. Ma come, mi domando io!!? Se fino a ieri di questo povero trapassato non te ne fregava quasi niente. La morte ti fa piombare grave addosso il senso del non c’è più tempo, come un golden gol. Sono gli ultimi due affannosi minuti dopo i tempi regolamentari. Quando non c’è più schema, quando non c’è più gioco, solo tirar la palla avanti, raggiungere l’area di rigore e sperare in qualche spizzata verso la porta. In qualche mischia. In qualche palla che rocambolescamente ci finisca tra i piedi ad un metro dalla linea di porta. Ad un pallone che ci spiova dritto dritto dall’alto e noi al limite dell’area non si debba far altro che caricare la bordata e gonfiare la rete. Goooaall!! Goooaaalll!! Euforia, gioia, pazzia, abbracci, baci, morto.
Sono morto.
Dov’è l’aria? Non c’è più aria!!
Ma con l’aria non si mangia, ma con l’aria si vive, senz’aria si muore.
Troppo noioso per starlo a sentire, troppo noioso per starlo a respirare.
Meglio pochi istanti nei quali io sia il re, io sia il padrone.
Datemi il palco e vi stendo con la mia ultima canzone…
Bella vero? Mix di melodie, figlia della contaminazione…
Se non avessi visto e sentito ciò che ho vissuto mica avrei avuto le idee, queste idee per farla. Quindi perché tenersele strette, perché tenerle tutte per se?
Mica sono i mattoni che ci scalderanno alla fine della giornata.
Lascio a voi malta e cazzuola, lucchetti e catenacci e da buon fannullone vago nelle mie e nelle vostre fantasie, perché un giorno fermi al semaforo o seduti sulla tazza o mentre passavate di lì per caso vi verrà in mente una canzone, una poesia e poco importa che sia la mia, basta che la sentiate vostra, proprio come quei mattoni.
Nooo no!! – In modo diverso tu mi dici. –
Ah, hai capito quali sono le cose che entrano e albergano liete nel petto, che gioia, me ne rallegro, mi rallegro per te amico…
Che dirti!? Che dirvi!?
In qualche modo dobbiamo pure salutarci o me ne vado mentre intavoliamo un altro discorso!? Sono romantico e sono pure logorroico, quindi non lascio i discorsi a metà.
Finisco, finiamo: falle volare, siediti e stalle ad aspettare, non perderti sempre nel trambusto, ma con la lingua assaporane il gusto. Quando arrivano, perché prima o poi arrivano, lascia spazio alle idee, potrebbero cambiare la vita, se non la tua, quella di chi avevi la fortuna ti fosse vicino…

Me la spieghi papà? Perché io Papo vado convincendomi che tu sei mio papà. Sei papà di tanti tra noi e sei tornato a farti un giro in ‘sto mondo con le spoglie di bambino per farci capire meglio una valanga di cose, tra cui il Mistero della Vita.
Davanti alla merda più nera e puzzolente non è il suo tanfo a vincere ma nostra Bellezza! Bellezza che Tu, Totta e Mamma riuscite a farmi esprimere a tutto tondo con le Parole! Parole che sono gesti, azioni e cura. Quella Luce specifica che mi brilla in fondo agli occhi sei Tu. Qualche mese fa non sapevo dove fossi finito e se fosse finito tutto di Te ed invece da qualche tempo a questa parte so per certo che sei Vivo, altrove, e stai Bene! Sei così Vivo che vivi ancora in mezzo a noi!

Grazie Grande Anima Antica in viaggio da secoli.
Papà

18 giugno 2017
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