Romanzo per un A4

 

Ciao Papo,
io non ho auguri da fare a nessuno, non ho da brindare, non ho frasi ben augurali.

Volevo scrivere altro, ormai le Lettere scritte sono ben oltre le cento e le Lettere che ti scrivo e pubblicherò sono altrettante ma oggi, tu lo sai cosa è successo e ieri anche… chiamiamoli Regali… tre nel giro di ventiquattro ore… dammi il tempo per capire meglio quel che non capirò mai. Intanto li raccolgo, me li segno, rimango perplesso, attonito, non  riesco a spiegarmeli, ma me ne beo. Ho aspettato tutto il giorno a scriverti a cercare di capire meglio, ho pianto a dirotto stamattina, poi sono stato meglio, una mano amorevole mi ha confortato, poi Totta, i cuginetti e la mostra mi hanno coinvolto in una bella giornata. Che belli i tuoi Regali! Io ho questo oggi da darti in cambio.

Una notte
Una delle tante notti cui capita d’esser notte un tale scalò un grattacielo, vi ci rimase un istante in piedi barcollante e prima d’abbattersi al suolo gridò a squarciagola: “Una dottrina, un insegnamento è giusto, corretto e vincente solo quando porta l’uomo ad imparare ad esser libero, non  dipendente! Ecco perché Gesù aveva ragione ma chiesa cattolica e islam falliscono passo dopo passo, SVEGLIATEVI SPORCO IL VOSTRO DIO!!”

S’accalcarono su ciò che rimaneva della figura di quel tale vigili, fotografi, carabinieri, poliziotti, giornalisti, passanti e turisti. Misurarono la lunghezza del volo, la velocità e la violenza dell’impatto, i parametri acustici del tonfo, dalla telecamera posta su un semaforo riuscirono persino a ricostruire il labiale, ma ciò che colse nel segno fu solo la bestemmia. Scrissero quindi sui giornali che si trattava dell’ennesimo gesto folle di un picchiatello – sciroccato – maniaco – pervertito – segaiolo arrapato, morto col cazzo in tiro ed il sorriso sulle labbra con insanabili smanie di megalomania. Chissà… Chissà se lo dissero perché quel tale diceva a tutti di fare spesso l’amore e di farlo bene, di carezzarsi e parlarsi, chissà se lo dissero perché scoprirono che alle volte voleva baciare i suoi amici maschi e far l’amore con le sue amiche femmine, perché aveva capito che miglior ricompensa proprio non esiste. Chissà!? Chissà se era passato invano!? Questo era il cruccio che rimase al barista che aveva bevuto con quel tale l’ultimo caffè ed aveva ascoltato le sue strane intenzioni con aria di compatimento, così come si fa con quelli un po’ troppo strani. Non resistette però a lungo la curiosità del barista e non sapendo dove cercare qualcosa che somigliasse ad una risposta, attraversò la strada e fissò intensamente l’asfalto ancora macchiato delle frattaglie di quel tale. Mentre con gli occhi scavava nel nero dell’asfalto che risposte non aveva, un barbone lo urtò. Riconobbe qualcosa di familiare nel volto del senza tetto e senza nulla aggiungere gli domandò “Ma qualcheduno l’ha sentito!?” Il barbone come se nulla fosse passò dritto per la sua strada sghemba ed al barista non rimase che tornare dietro al bancone. Ma mentre si avvicinava alla macchinetta del caffè vide un foglio spiegazzato tra le tazzine, lo afferrò e ci si tuffò tutto d’un fiato. Scoprì deluso che era solo la relazione del tecnico antincendio. Quella giornata passò all’andatura di qualsiasi altro giorno gli fosse capitato di trascorrere in quel periodo, fredda come una granita e amara come un chicco di caffè. Finalmente senza nemmeno troppo bramarla si ritrovò dentro casa, la sua dimora, che lo accolse col tepore che sa aver la propria casa quando si ha voglia di tornarci. Era un tipo abitudinario il nostro barista e come tutte le sere prima di salutare la sua famiglia ripose il cappotto, ne svuotò le tasche e si scoprì trovare un foglietto. Con mano tremolante lesse quel che una mano ferma gli volle donare: “quel tale non se ne andò triste, e nemmeno si domandò se qualcuno avesse sentito le sue parole, perché era sicuro che anche se tra il suo popolo non c’era nessuno che voleva ascoltarle, il vento, sicuramente il vento, come a lui le aveva portate, il vento, sicuramente il vento, a chi le aspettava le avrebbe regalate”. Non esitò un istante, diede un bacio alla moglie, salutò e giocò coi suoi figli, cenò, stette coi suoi cari sul divano a guardare un film, uno di quei film così che danno spesso alla tivù che però ai bimbi piace, poi li portò a nanna, prese sua moglie per mano e l’amò, ancora una volta, come fosse la prima volta.
Papo, il tuo papà, uno che passava di là…

1 gennaio 2017

Lettera 112

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23 dicembre 2016

Lettera 103

Il pippone di Natale (farcito di Humor e Utopia)   Ciao Papo, senti ma sei riuscito a battere il record di mescolamento delle carte? Sei riuscito a tagliarti le unghie dei piedi con le forbici o te le mangi ancora? Sei riuscito a spiegare le regole dei giochi che ti […]
22 dicembre 2016

Lettera 102

Gioioso Bagliore   Ciao Papo, pensa che io e la mamma volevamo così tanto andare a scuola a sentire i canti di Natale davanti al Sindaco e le altre autorità cittadine che abbiamo sbagliato orario… e ci siamo salvati da un pianto in pubblico preannunciato, menomale, anzi che culo! Non […]
21 dicembre 2016

Lettera 101

Regali Gioia   Ciao Papo, hai visto che anche Javier Zanetti ha fatto la foto affinché vengano pubblicati i tuoi libri? L’unica volta che sei andato allo stadio era proprio per andare a vedere la partita di Zanetti… Papo, se sei d’accordo ho deciso per oggi che non ti faccio […]
20 dicembre 2016

Lettera 100

Affiorano i ricordi   Ciao Papo, no, non eri spacciato. Non lo sei mai stato. Almeno non per noi! Era per quello che la mamma ti sgridava quando esageravi ed io ti cazziavo quando esasperavi Totta. Da sfottente come te capivo quanto ti divertissi ma capivo anche lei quanto si […]
19 dicembre 2016

Lettera 99

Sei sempre piaciuto tantissimo a tutti   Ciao Papo, te la ricordi Alessia? E’ bellissima! Ed anche molto simpatica! Che tipa… mi fa ridere un sacco quando parla, come muove le mani e il collo… come guarda il mondo da dietro i suoi occhialoni. La sua mamma mi ha raccontato […]
18 dicembre 2016

Lettera 98

Figlio   Ciao Papo, ti scrivevo così quando sei nato.… Figlio che non è bello perché mio ma solo perché è figlio foglio bianco ho sonno, son stanco ma non te lo so dire e scoppio in un pianto. Bicchiere vuoto, calice da riempire, acqua da versare e gioia da […]
17 dicembre 2016

Lettera 97

Totta, Totta, Totta!     Ciao Papo, te la ricordi la tua sorellina Totta? E’ quella più piccolina di te che ormai è diventata più alta di te e che era arrivata a casa contenderti la leadership nei nostri cuori. Sia per quanto è Bella che per quanto è sempre […]
15 dicembre 2016

Lettera 95

Percorsi di Guarigione     Ciao Papo, sei il nostro Miracolo! Anche una roba potenzialmente rischiosa e antipatica come può essere una campagna marketing, ma marketing poi di cosa che stiamo chiedendo una foto e due #…!!? Stiamo promuovendo e facendo la pubblicità all’Amore e l’Amicizia! Grazie a te Papo! […]
14 dicembre 2016

Lettera 94

Amore Plutonico     Ciao Papo, come stai? Sì, hai già capito a me continuano a chiederlo… penso che dovrei scrivere un cartello da portare al collo con scritto: “Mi è morto il più Bello, Divertente ed Intelligente dei figli, puoi farmi la cortesia di non domandarmi mai più ‘Come […]