Affiorano i ricordi

 

Ciao Papo,
no, non eri spacciato. Non lo sei mai stato. Almeno non per noi! Era per quello che la mamma ti sgridava quando esageravi ed io ti cazziavo quando esasperavi Totta. Da sfottente come te capivo quanto ti divertissi ma capivo anche lei quanto si incazzasse. Non eri spacciato, facevi tutto come gli altri, ok hai ragione, quasi tutto, ma era per il tuo bene che qualcosa non potevi farlo. Non eri spacciato, avevamo appena preso skate elettrico e guardavamo bici elettrica così che potessi andare da solo ovunque. E da non spacciato te ne sei andato… non mi va giù, nemmeno se bevessi quell’intruglio dei mangia fuoco a base di alcool e tirassi un rutto da sparecchiare tutte le tavolate di Natale di tutto il mondo mi andrebbe giù. Prima era la spada di Damocle sulla testa ora è il rospo di traverso in gola, la costante è quella roba di traverso che abbiamo su per il sedere… lascio a te la parolaccia, quanto ti divertivi a dirle.
Affiorano i ricordi, le cose dette e quelle non dette. No non dette nemmeno una perché a costo di dirne troppe te le ho sempre esposte tutte. No, forse no, non ti ho mai detto chiaramente che eri un malato di cuore. Forse se te lo avessimo detto chiaramente quella dannata mattina d’agosto non saresti salito Bello, Forte e Figo sulla tua bici…

Cabaret. Ragazzi, io non sono sereno. Non mi posso impegnare in ‘sta cosa.
La mia vita è passata dallo scrivere per il cabaret e scegliere i gusti della pizza a leggere e firmare moduli per anestesia, operazione, tagliando per portatori di handicap, pratiche per pensione di invalidità, pensare a tutte le domande possibili da fare ai medici, trovare i migliori specialisti che ci sono sulla piazza. Per un bimbo di 7 anni, per il mio Piccolo. Non me ne frega più un cazzo di niente. Ho perso gusto a fare tutto. E sono nervoso, a volte sono una bestia. E me la prendo pure con Nik, i bimbi e Luna, il nostro cagnolino. Il mio stato d’animo va su e giù. Su perché 99.999 su 100.000 per quello che è successo a Papo si muore e lui invece è qui con noi e sta bene! Giù perché non riesco a togliermi dalla testa “Perché proprio a lui!!?”. Giù perché non è finita… in adolescenza Papo dovrà affrontare un trapianto di cuore. E dobbiamo scongiurare sia anche dei polmoni perché vorrebbe dire morte certa. Il mal funzionamento del cuore di Papo potrebbe rompergli anche i polmoni. Sono cose lunghe e delicate che si affrontano armandosi di una santa pazienza. Pazienza che in questo momento, dopo lo spavento per l’aritmia, la sincope, la morte scongiurata, il ricovero, la ripresa, l’operazione, la ripresa, la normalità, la pazienza me l’hanno prosciugata. Quindi spero possiate capire che me del cabaret, della Corte dei Miracoli, di Zelig, di me stesso, frega più un cazzo! Le cose della vita mi portano in un’altra direzione. Devo essere magro e forte per essere anche le gambe di Papo, devo guadagnare qualche soldo in più per aver un po’ di agio e toglierci qualche sfizio in più, devo continuare a far amare Papo in modo che sia protetto dall’amore che lo circonda.
Vi chiedo tanto scusa, ragazzi per avervi gettato addosso parte della mia angoscia. Ma alla fine penso d’essere fortunato perché non posso che vederla dal lato positivo, l’unico dal quale guardare le cose, se no si fa prima a farla finita. E’ che ogni tanto, soprattutto in ‘sto periodo non ci riesco. Purtroppo ho un carattere che mi fa prendere tutto di petto quindi siccome andare avanti col cabaret mi succhia tempo, energie e non mi rilassa ma mi pone in competizione e mi macera se non faccio bene e se non diventa un lavoro e se non arrivo in tv, ho deciso che la comicità, che mi scorre nel sangue e mi gira nel cervello da quando sono piccolo, deve tornare a rivestire solo il suo ruolo Magico che ha sempre avuto per me: quello di arma che rende più belle le mie giornate, il mezzo che mi fa stare combattivo e di buon umore. Perché solo il buon umore ti salva da una vita che altrimenti sarebbe di merda.
Si aggiunga che nei miei sragionamenti a Nik sono morti i genitori quando aveva 19 anni… a 19 anni tutrice delle sue sorelle di 16 e 13… pensavo che il conto con la SFIGA fosse ampiamente pagato… ed invece…
La vita è tutta davanti non posso vivere nel ricordo di quello che ero, non posso struggermi nel dubbio di quello che sarei potuto diventare. Soprattutto non potrò mai rinfacciare a mio figlio che per il suo problema io non sono diventato chi volevo essere, quindi è tempo di scegliere, almeno definitivamente per un po’. La vita è tutta davanti e non posso che guardarla con fiducia perché la ricerca di anno in anno fa passi da gigante!
Dopo la tempesta uno torna alle sue cose, al suo lavoro, alle sue passioni ma non so più quali e cosa sono. So solo che sto bene quando sto con i miei bimbi.
Tutto e tutti intorno vanno avanti come se nulla fosse successo, boh… forse ho solo bisogno io di trovare qualcosa in cui buttarmi a capofitto. Ho scelto la mia Famiglia!

Questa era la mia vita Papo, era Bellissima! Pensavo durasse tanto ma un giorno all’improvviso s’è rotta tutta.
Ho letto ad un mercatino dell’antiquariato ‘sta cazzata su una vecchia targhetta:

“Se sei triste, sorridi il peggio è la morte.
Se stai male sorridi, il peggio è la morte.
Se sei morto, sorridi perché il peggio è passato!”.

Mi ha fatto sorridere, anche se la morte ormai fa parte di ogni mio giorno.
Hai ragione tu Papo, i forse non servono a niente. Coi forse non ci vivi una vita e la tua, nonostante sia durata dannatamente poco, è sta Bellissima.

Ciao!
Papà

20 dicembre 2016

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